Strumento aperto

Forfettario o ordinario, dipende dai costi

Compensi incassati in un anno
€
85.000
Costi effettivi documentati e deducibili
€
Aliquota nel forfettario
Addizionali locali
Addizionale regionale Abruzzo, a scaglioni
Aliquota regionale unicaUsata se la spunta sopra è tolta. L'1,23% è l'aliquota base: sostituiscila con quella della tua regione.
%
Addizionale comunale
%
Altre variabili
Costo contabile in più nell'ordinario Differenza annua di parcella
€
Altre detrazioni d'imposta Carichi di famiglia, oneri al 19%
€
Oneri deducibiliPrevidenza complementare, assegni al coniuge.
€
Riduzione contributiva 35%Solo artigiani e commercianti, forfettari.
Netto più alto con questi dati
—
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Forfettario
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Ordinario
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Il punto di pareggio

Quanto resta in tasca con i due regimi, al variare dei costi effettivi. Il punto in cui le due linee si incrociano è il livello di costi oltre il quale, con questi dati, l'ordinario lascia un netto più alto.

Forfettario Ordinario Costi attuali
Cosa il confronto non misura

L'IVA

Nel forfettario non si addebita IVA e non si detrae quella sugli acquisti. Se lavori con privati, il tuo prezzo finale è più basso a parità di incasso: è un vantaggio commerciale che qui non compare. Se lavori con imprese, l'IVA è neutra per il cliente e il non poterla detrarre sugli acquisti diventa un costo puro, che invece pesa. Su investimenti importanti la differenza è rilevante.

Il tempo

Il forfettario non tiene registri IVA, non fa liquidazioni periodiche, non presenta la dichiarazione IVA, non applica gli ISA, non subisce ritenuta d'acconto. Il costo in più della contabilità puoi inserirlo fra le variabili; il tempo tuo no.

Restano la fattura elettronica, obbligatoria per tutti i forfettari dal 1° gennaio 2024 (D.L. 36/2022, art. 18), e il bollo di 2 € sulle fatture oltre 77,47 €. Per non subire la ritenuta il compenso va dichiarato soggetto a imposta sostitutiva (L. 190/2014, art. 1, c. 67).

Le perdite

Nel forfettario il reddito è sempre positivo, perché si calcola in percentuale sugli incassi, anche in un anno chiuso in perdita. Nell'ordinario la perdita riduce il reddito. Per le imprese si riporta agli anni successivi, in diminuzione dei redditi d'impresa fino all'80% del loro importo, e per intero se formata nei primi tre periodi d'imposta di una nuova attività (art. 8, c. 3, e art. 84, c. 2, TUIR). Per i professionisti si sottrae solo dagli altri redditi dello stesso anno (art. 8, c. 1, TUIR), e l'eventuale eccedenza non si riporta. Per un'impresa che parte con investimenti pesanti la differenza è sostanziale.

Le detrazioni che si perdono

Chi sta nel forfettario e non ha altri redditi IRPEF non può usare detrazioni e deduzioni: spese sanitarie, mutuo, ristrutturazioni, previdenza complementare restano inutilizzate. Se hai un reddito da lavoro dipendente o da locazione a tassazione ordinaria, invece, le recuperi lì.

Le soglie

Sopra 85.000 € di incassi il forfettario finisce l'anno dopo; sopra 100.000 € cessa subito. Il confronto ha senso solo sotto quelle soglie.

Il confronto presuppone che tu abbia i requisiti del forfettario e nessuna causa di esclusione (L. 190/2014, art. 1, c. 54 e 57). Tra queste: partecipazioni in società di persone, associazioni o imprese familiari; il controllo di una S.r.l. con attività riconducibile alla tua; la fatturazione prevalente al datore di lavoro attuale o dei due anni precedenti; redditi da lavoro dipendente o assimilati sopra 35.000 € nell'anno precedente (soglia valida per il 2025 e il 2026, salvo rapporto cessato). Se hai i requisiti e scegli l'ordinario, l'opzione vale almeno tre anni (c. 70).

Metodo e fonti

Forfettario

  • Reddito imponibile: incassi per il coefficiente di redditività del gruppo ATECO. I costi effettivi non si deducono, ma nel confronto vengono comunque sottratti dal netto perché li paghi davvero.
  • Dal reddito si deducono i contributi previdenziali versati. Il modello ipotizza un'attività a regime, in cui i contributi versati nell'anno coincidono con quelli di competenza. Nei primi due anni la cassa segue un andamento diverso: per quello serve il simulatore dedicato.
  • Imposta sostitutiva del 15%, oppure 5% per i primi cinque periodi d'imposta in caso di nuova attività.

Ordinario

  • Reddito: incassi meno costi deducibili, secondo il principio di cassa per i professionisti e per le imprese in contabilità semplificata.
  • I contributi previdenziali si deducono dal reddito complessivo.
  • IRPEF a scaglioni: 23% fino a 28.000 €, 33% da 28.001 a 50.000 €, 43% oltre. La seconda aliquota è scesa dal 35% al 33% dal 1° gennaio 2026.
  • Detrazione per redditi di lavoro autonomo calcolata automaticamente secondo l'art. 13 comma 5 del TUIR, con la maggiorazione di 50 € prevista dal comma 5-ter per i redditi fra 11.000 e 17.000 €. I rapporti si assumono alle prime quattro cifre decimali, come prescrive il comma 6. La detrazione spetta ai redditi di lavoro autonomo e d'impresa minore (art. 66 TUIR): per artigiani e commercianti il confronto presuppone quindi la contabilità semplificata.
  • Addizionale regionale e comunale sul reddito complessivo al netto degli oneri deducibili, dovute solo se l'IRPEF netta è positiva. Non è considerata l'eventuale soglia di esenzione del comune.
  • L'IRAP non è dovuta: dal 2022 non si applica più alle persone fisiche esercenti attività d'impresa, arti e professioni.

Cosa resta fuori

  • Limiti di deducibilità specifici: auto, telefonia, spese di rappresentanza, alberghi e ristoranti hanno percentuali proprie. Qui i costi sono presi al valore che inserisci, già al netto di quelle riduzioni.
  • Ammortamenti, rimanenze, plusvalenze e sopravvenienze.
  • Bollo da 2 € sulle fatture oltre 77,47 €, diritto camerale, INAIL.
  • Le detrazioni per carichi di famiglia vanno inserite a mano: dipendono da età dei figli, redditi del coniuge e convivenza, e dal 2025 sono soggette a limiti che un modulo non può presumere.
  • Oltre 75.000 € di reddito gli oneri detraibili, considerati insieme, hanno un tetto (art. 16-ter TUIR): 14.000 € fino a 100.000 € di reddito, 8.000 € oltre, moltiplicati per un coefficiente legato ai figli a carico; restano fuori dal tetto le spese sanitarie e gli investimenti in start-up e PMI innovative. Oltre 200.000 € la detrazione per gli oneri al 19% (escluse le spese sanitarie), per le erogazioni ai partiti e per i premi delle polizze contro le calamità si riduce di 440 €. Il modello non applica questi limiti.

Fonti